La primavera è una stagione durante la quale, un po’ in tutto il mondo, ci sono riti e ricorrenze che festeggiano la fine del cupo inverno: la Festa di S. Patrizio per gli irlandesi, il Capodannno cinese, Pasqua… Nessun evento al mondo però, cattura la vitalità e la gioiosità della primavera come il Festival di Holi, la magica festa induista dei colori, che si svolge ogni anno in India, dopo la luna piena di marzo (anche se in alcune regioni si celebra prima). Il significato dell’evento è cambiato nel corso dei secoli, ma si pensa che sia nato proprio per segnare la fine dell’inverno e accogliere l’arrivo della primavera.
E’ difficile sapere quando esattamente questa tradizione abbia avuto inizio, ma esistono resoconti dettagliati della celebrazione in antichi testi religiosi e filosofici indiani, risalenti a prima della nascita di Cristo. Oggi, Holi è celebrato in molte parti dell’India, ed anche in altri paesi dove è forte la presenza di seguaci dell’induismo. La manifestazione attrae anche chi non professa questa religione, ma che semplicemente ama la gioia e il colore di questa incredibile celebrazione.
La notte prima del festival, si celebra il rito di Holika Dahan, durante il quale viene bruciata l’effigie di Holika (un demone presente nelle scritture indù), il giorno seguente, chiamato Dhuleti, l’esplosione di colori ricopre cose e persone.
Durante la festa di Holi, acqua colorata viene versata da grandi secchi, o scoppia da palloncini gettati a casaccio, per dipingere l’intera città e i suoi abitanti, mentre intorno risuona la musica, e si prepara una bevenda a base di Bhang (foglie e fiori della pianta di cannabis femmina).
Fonte Vanillamagazine