Editoriali Slider — 26 Febbraio 2025

La possibilità di una evoluzione nella direzione di una depressione afro-mediterranea con richiamo di correnti da est nell’immediato inizio di marzo può determinare, accanto ad una fase instabile ancora da inquadrare come posizione, un certo richiamo di correnti orientali. Nulla a che vedere, però, con afflussi freddi, e, al massimo, a che vedere, con qualche grado in meno. L’evoluzione, da qui a quell’inizio di marzo, risulta comunque interessante, anche a fini didattici. Il cambiamento, graduale, ce lo accenna già il disegno della situazione generale previsto a 48 ore circa. Si nota, relativamente ai 500 hPa, un andamento ondulato atlantico con affondi moderati e con il grosso del flusso e delle sacche fredde che rimane oltralpe, a caratterizzare, sulla penisola, il tipico tempo variabile di matrice oceanica. Si nota anche, però, enfatizzato dalle tre frecce più grandi semitrasparenti, lo schema di un corso atlantico che, da zonale o con andamento ovest-est, tende a mutare in moderate spinte meridiane, se non retrograde. Delle tre frecce indicate quella a destra mostra la figura depressionaria che ci sta interessando e destinata a muovere verso sud-est; mentre quella a sinistra mostra l’andamento del successivo affondo che non muove verso est ma verso sud o sud-ovest, nel contesto di una dinamica, associata alle azzorre ed al flusso oceanico, favorevole al determinarsi di un quadro, alle latitudini medio-basse, anti-zonale. Di fatto l’evoluzione prevista da qui all’inizio di marzo è quella che vede l’anticiclone oceanico espandersi verso nord e verso est alle latitudini medio-alte del continente (da frecce rosse continue a frecce rosse tratteggiate), con la conseguenza di un temporaneo spostamento a nord del flusso atlantico, e con la ulteriore conseguenza di una ritornante da levante alle nostre latitudini, in grado di accogliere (freccia tratteggiata blu), in sede afro-mediterranea, la circolazione depressionaria che, nel disegno, risulta in affondo meridiano e parzialmente retrogrado, ad ovest dell’iberia…

Pierangelo Perelli

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